Venerdì, 03 Giugno 2022 18:48

INTERVENTO DEL MINISTRO GEROGETTI AL FESTIVAL DELL' ECONOMIA In evidenza

 

 

INTERVENTO DEL MINISTRO GEROGETTI AL FESTIVAL DELL' ECONOMIA 

L'ufficio stampa  della UILP UNIONE ITALIANA LIBERE PROFESSIONI  accreditato alla Festival del''Economia, presente all' intervento del Ministro Georgetti riporta un estratto a beneficio dei Nostri Lettori. 

Il Ministro Giorgetti punta il dito su potere d'acquisto e sottolinea il tema del cuneo fiscale può tornare d'attualità. «La priorità è il potere di acquisto» ma «non si può mettere in carico alle aziende un ulteriore costo. Il tema del cuneo fiscale, sollecitato dal presidente di Confindustria che non è mai riuscito a passare, ora potrebbe tornare di attualità». Il Ministro sottolinea «il Governo deve avere il coraggio e razionalizzare tutte le forme di bonus man mano introdotte e che vanno in secondo ordine rispetto all'emergenza nazionale e restituire alle famiglie il potere d'acquisto». Il salario minimo, dice Giorgetti non deve essere un tabù: «Non si può mettere in carico un altro costo su aziende che ne hanno già molti. Il salario minimo non deve essere un tabù, ma bisogna capire cosa si fa, la priorità è il recupero del potere di acquisto. In italia i salari sono bassi e questo è un dato oggettivo».

Occorre fronteggiare gli alti prezzi e il debito:«La spietta che si chiama spread è sensibile alla politica di bilancio. Quindi si è fatta una riflessione che, se facciamo uno scostamento di bilancio, una politica troppo rilassata apre alla coperta troppo corta del rifinanziamento del debito in una situazione in cui i tassi stanno risalendo», dice Giorgetti: «Io penso, sono convinto e lo ribadisco: siccome i costi che stiamo pagando in altri tempi l'avremmo chiamati danni di guerra e l'Occidente sta combattendo contro Putin con sanzioni e non con armi, a mio parere, se sono danni di guerra, si pagano come debiti di guerra. Come fatto con il Pnrr l'Europa non può mettere a rischio tutta questa impalcatura rosea facendo collassare tutto. Questo enorme costo che sopportiamo per la battaglia di libertà deve lasciare spazio ad un debito comune europeo».

«Cosa faranno Lega e Movimento 5 Stelle bisogna chiederelo a Salvini e Conte. Credo che sia un passaggio rischioso, ma non credo che il Presidente Draghi non persegua l'obiettivo della pace. Non so cosa proporrà il premier ma il Parlamento è sovrano e quindi se non la pensa come il premier bisognerà trarre le conseguenze».

Il Ministro sul referendum del 12 giugno afferma «referendum molto importanti di cui purtroppo non parla nessuno: è una grande occasione per fare delle riforme importanti» «Non è facile convincere le persone a partecipare, ma se vanno a votare in una certa maniera 15 milioni di italiani, chi poi dirà che aveva ragione chi era al mare, politicamente non capisce un tubo» - «c'è il quorum e ci sono le regole, ma ci sono anche i segnali da percepire. Chi spera che la gente non partecipi non ha grande fiducia nella democrazia».

Sulla  legge elettorale «Mi sembra ovvio che la legge elettorale si cambia non per interesse del Paese ma per interesse dei partiti che prima fanno i sondaggi» e «se c'è una maggioranza che ha i numeri in Parlamento per cambiare la legge attuale la cambia. In genere, però chi cambia la legge elettorale viene punito dagli elettori e bisogna stare attenti».

 

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