Venerdì, 09 Maggio 2025 09:16

Legalità a Molfetta: è in corso il Convegno INAG sulle misure patrimoniali tra confisca, continuità aziendale e intervento dello Stato In evidenza

 

Legalità a Molfetta: è in corso il Convegno INAG sulle misure patrimoniali tra confisca, continuità aziendale e intervento dello Stato

 

 

Legalità a Molfetta: è in corso il Convegno INAG sulle misure patrimoniali tra confisca, continuità aziendale e intervento dello Stato

9 maggio 2025 – Agriturismo “Gardenia”, Molfetta (BA)

di Antonio UVA

È in corso oggi, nella suggestiva cornice dell’Agriturismo “Gardenia” di Molfetta – bene confiscato alla criminalità e oggi restituito alla collettività – il convegno nazionale promosso da INAG – Istituto Nazionale Amministratori Giudiziari, dal titolo: “Le misure patrimoniali tra esigenze di confisca, continuità aziendale e gradualità degli interventi dello Stato”.

Dopo i saluti istituzionali delle autorità civili e giudiziarie intervenute, sono iniziate le sessioni tematiche, che vedono il coinvolgimento di magistrati, studiosi, amministratori giudiziari e rappresentanti delle istituzioni in una riflessione interprofessionale sulle sfide attuali nella gestione dei patrimoni sottratti alla criminalità organizzata.

Sequestri penali e misure di prevenzione quali strumenti essenziali di contrasto alla criminalità

Il primo modulo, moderatore Giulia Romanazzi   Presidente Misure di Prevenzione Tribunale di Bari, Coordinatore Giuseppe Sanfilippo Presidente INAG, Relatori Silvia Cipriani   Presidente Misure di Prevenzione Tribunale di Firenze, Ettore Cardinali  Sostituto Procuratore DDA di Bari, Renato Nitti   Procuratore della Repubblica c/o il Tribunale di Trani, ha affrontato il ruolo delle misure di prevenzione patrimoniali e dei sequestri penali come strumenti essenziali nel contrasto all’accumulazione illecita di ricchezza.
A partire dal quadro normativo delineato dal d.lgs. 159/2011 e dagli articoli 321 e 240-bis del codice penale, sono stati analizzati i profili di natura para-penale delle misure e i relativi standard di garanzia, con riferimento ai principi costituzionali di proprietà (art. 42 Cost.) e giusto processo (art. 111 Cost.).

Non sono mancati riferimenti alla giurisprudenza più recente: dalla sentenza della Corte costituzionale n. 106/2023 al principio di proporzionalità ribadito dalle Sezioni Unite della Cassazione (n. 36906/2022), fino alla necessità di una valutazione autonoma della pericolosità (Cass. Sez. VI, n. 36879/2023).

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La continuità aziendale ed i rischi della crisi, tra esigenze di tutela dei terzi e confisca

Il secondo modulo ha visto il delicato equilibrio tra confisca e continuità aziendale.
L’art. 41 del Codice Antimafia impone infatti di salvaguardare l’efficienza dell’azienda sequestrata. In rilievo come la prosecuzione dell’attività non sia né obbligatoria né preclusa, ma debba essere valutata in termini di sostenibilità economica e impatto sociale.

La giurisprudenza di merito (Trib. Reggio Calabria, 10.3.2024) e di legittimità (Cass. civ., n. 33845/2022) ha ribadito che la gestione non può essere neutra, ma deve avere come obiettivo la valorizzazione del bene nel rispetto dei diritti dei terzi, in particolare lavoratori e creditori.

A dare rilievo istituzionale al tema, tra i relatori anche il Prefetto Maria Rosaria Laganà, Direttore dell’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati (ANBSC). In prima linea il Direttore di ANBSC per   importanti iniziative per rafforzare la capacità operativa di ANBSC:

  • la pubblicazione di un bando di mobilità per l’assunzione di 100 funzionari, destinati a potenziare l’organico dell’Agenzia, con competenze specifiche nella gestione dei beni confiscati;

  • l’attivazione della Piattaforma Unica Destinazioni – Trasparenza e Riuso per un Futuro Migliore.La piattaforma consente a tutti gli attori individuati dal Codice Antimafia – enti pubblici, organizzazioni non profit, soggetti del Terzo settore – di manifestare interesse alla destinazione dei beni confiscati, rendendo il processo più partecipato e tracciabile. La digitalizzazione integrale del procedimento di destinazione rappresenta un salto di qualità: migliora l’efficienza amministrativa, garantisce maggiore trasparenza e accesso ai dati e consente di promuovere un riuso sociale ed economico efficace e sostenibile, contribuendo concretamente alla restituzione dei beni alle comunità.

  • Prossima attività in corso di realizzazione per lo sviluppo della digitalizzazione di ANBSC é la  implementazione informatica per la rendicontazione dei coadiutori.

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Interdittive antimafia e le misure amministrative e giurisdizionali di bonifica delle infiltrazioni mafiose

Il terzo modulo ha affrontato le interdittive antimafia ex art. 84 ss. del d.lgs. 159/2011, strumenti che incidono profondamente sul diritto all’iniziativa economica, pur restando in ambito amministrativo.

È stata approfondita la recente giurisprudenza del Consiglio di Stato (Adunanza Plenaria n. 3/2023), che richiede motivazioni dettagliate e non stereotipate. Si è discusso anche del controllo giudiziario ex art. 34-bis, strumento ancora poco utilizzato ma essenziale per “bonificare” le imprese potenzialmente vulnerabili, senza giungere a misure ablative drastiche.

Il dibattito ha inaugurato la necessità di una cultura amministrativa più orientata alla gradualità, all’efficacia preventiva e alla salvaguardia della realtà produttiva sana.

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Lo stato dell’arte, gli ultimi interventi normativi e quelli ancora auspicabili.

Nel pomeriggio si svolgerà la tavola rotonda conclusiva, dal titolo “Lo stato dell’arte, gli ultimi interventi normativi e quelli ancora auspicabili”, moderata da Giuseppe Sanfilippo, Presidente INAG, con il coordinamento di Sandro Cavaliere, Direttore Scientifico dell’Istituto.

La discussione sarà incentrata sulle principali direttrici di riforma e aggiornamento del sistema delle misure patrimoniali, con un’attenzione particolare ai seguenti temi:

  • la revisione dei tempi di durata delle misure patrimoniali, per garantire maggiore tempestività, efficienza procedurale e certezza del diritto;
  • l’elaborazione di modelli di governance più efficaci per le imprese sequestrate e confiscate, con il possibile affiancamento di figure manageriali e strumenti di pianificazione strategica;
  • la qualificazione, formazione e selezione degli amministratori giudiziari, anche in relazione all’operatività dell’Albo nazionale e all’applicazione del principio dell’equo compenso;
  • il potenziamento dell’interoperabilità delle banche dati e del coordinamento tra autorità giudiziarie, amministrative e soggetti istituzionali coinvolti nella gestione dei patrimoni sottratti;
  • la definizione di prospettive normative concrete, ispirate a criteri di gradualità, proporzionalità e valorizzazione economico-sociale dei beni.

Particolare rilievo sarà dato all’analisi del recente Decreto-Legge 11 aprile 2025, n. 48 (c.d. Decreto Sicurezza), che introduce importanti modifiche in materia di misure di prevenzione e interdittive antimafia. Saranno approfondite le criticità applicative delle cosiddette “misure miti”, con specifico riferimento agli articoli 34 e 34-bis (soprattutto nel primo comma) e 94-bis del d.lgs. 159/2011, che regolano il controllo giudiziario e la prevenzione collaborativa. Gli interventi evidenzieranno limiti e potenzialità di questi strumenti nella prassi giudiziaria e amministrativa.

Non mancherà un focus sulle problematiche connesse alle vendite di beni immobili e aziende nei sequestri penali, tema di crescente rilevanza, anche alla luce delle difficoltà valutative, dei profili fiscali e della tutela degli acquirenti terzi in buona fede. Sarà affrontata l’esigenza di una regolamentazione più chiara e uniforme delle modalità di vendita, anche in funzione della salvaguardia del valore dei compendi aziendali.

Infine, sarà approfondito il ruolo dei modelli organizzativi ex d.lgs. 231/2001 come strumenti di prevenzione del rischio e di compliance nelle imprese, anche in chiave anticipatoria rispetto all’attivazione delle misure ablative, nonché il tema della remunerazione e dei criteri di liquidazione dei compensi degli amministratori giudiziari, alla luce del D.P.R. 7 ottobre 2015, n. 177, il cui aggiornamento è ritenuto ormai imprescindibile da parte degli operatori del settore.

L’obiettivo condiviso è quello di costruire una visione integrata della gestione dei beni sequestrati e confiscati: una gestione competente, trasparente e orientata allo sviluppo, capace di rafforzare la fiducia dei cittadini e restituire al tessuto economico e sociale risorse sottratte all’illegalità.

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Legalità che genera valore

Il convegno INAG in corso oggi a Molfetta non è solo un appuntamento scientifico, ma un’azione concreta di promozione della legalità economica e istituzionale.
Come ricordato in altri precedenti articoli: “Un bene confiscato non è solo un esito processuale, ma un punto di partenza per una nuova economia legittima. La legalità può (e deve) diventare realtà produttiva, comunitaria, sostenibile.”

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