Domenica, 13 Luglio 2025 01:11

Segnalazioni antiriciclaggio: il nuovo Quaderno UIF e il ruolo attivo delle libere professioni In evidenza

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Segnalazioni antiriciclaggio: il nuovo Quaderno UIF e il ruolo attivo delle libere professioni

Nel mese di luglio 2025, l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF) ha pubblicato il Quaderno dell’Analisi del Rischio n. 30, dedicato all’approfondimento degli indicatori di rischio qualitativi e quantitativi nelle segnalazioni di operazioni sospette (SOS). Il documento è rivolto a tutti i soggetti obbligati e offre spunti concreti anche per il mondo delle libere professioni, sempre più coinvolto nei presìdi di legalità economico-finanziaria.

Un sistema di segnalazione che deve evolvere in qualità

Dallo studio, pubblicato e on line dall' 11 luglio 2025, emerge che, sebbene il numero delle segnalazioni sia in costante aumento, la partecipazione di alcune categorie – tra cui quella dei professionisti – rimane limitata. Allo stesso tempo, molte SOS risultano carenti sotto il profilo motivazionale, redatte con linguaggio generico, formale o standardizzato.

Il Quaderno propone dunque un cambio di passo: non solo più segnalazioni, ma segnalazioni più consapevoli, ragionate e coerenti.

Indicatori da osservare, ma con spirito critico

L’analisi UIF individua tre categorie ricorrenti di segnali di rischio qualitativo:

  • Ambiguità nei comportamenti del cliente: atteggiamenti elusivi, reticenze, risposte vaghe o contraddittorie;

  • Opacità finanziaria e strutturale: uso di contante, beneficiari occulti, strutture fittizie o complesse;

  • Incoerenze economiche: operazioni sproporzionate rispetto al profilo dichiarato o alla capacità reddituale.

Per il professionista, questi segnali rappresentano spunti di valutazione da non tradurre automaticamente in SOS, ma da esaminare alla luce del contesto e delle informazioni disponibili, in un quadro di responsabilità tecnica e deontologica.

L’importanza della parte descrittiva

Un aspetto centrale sottolineato dal Quaderno UIF è la qualità della narrazione nella parte libera della segnalazione, spesso sottovalutata. In troppi casi si fa ricorso a formule vaghe come “comportamento anomalo” o “profilo incoerente”, che non aiutano la UIF a comprendere il contenuto reale del sospetto.

Viene invece richiesto un linguaggio chiaro, contestualizzato e sintetico, capace di rendere comprensibile il percorso logico che ha condotto alla segnalazione.

Coerenza con le nuove Istruzioni operative UIF

Il documento si allinea perfettamente con le nuove Istruzioni per la rilevazione e la segnalazione delle operazioni sospette, attualmente in consultazione pubblica (fino al 3 settembre 2025), che puntano a un sistema segnaletico basato sul giudizio critico e sull’assunzione di responsabilità professionale.
Un approfondimento su tali Istruzioni è disponibile nell’articolo pubblicato da Economisti on line (link).

Un appello alla partecipazione delle professioni

Per l’insieme delle libere professioni – da quelle ordinistiche a quelle non regolamentate – il Quaderno UIF rappresenta un’occasione per rafforzare la consapevolezza del proprio ruolo nella prevenzione del riciclaggio, non solo come obbligo normativo, ma come contributo qualificato al funzionamento trasparente dei circuiti economici e finanziari.

In questo contesto, l’Unione Italiana Libere Professioni (UILP):

  • parteciperà ufficialmente alla consultazione pubblica avviata dalla UIF, inviando un contributo tecnico coordinato;

  • invita i propri iscritti e le associazioni aderenti ad approfondire i contenuti del Quaderno;

  • sollecita l’adozione di procedure interne e modelli operativi adeguati alla rilevazione e valutazione delle anomalie;

  • incoraggia la formazione trasversale in materia di antiriciclaggio, anche per settori professionali finora meno coinvolti nel sistema SOS;

  • invita a trasmettere osservazioni e proposte entro il 3 settembre 2025 all’indirizzo e-mail:
    ? Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La legalità economica si costruisce anche con la cultura professionale.
E questa, oggi più che mai, deve essere anche cultura del sospetto motivato e ragionato.

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